Un'intervista per non dimenticare

31.01.2018 22:21

Il giorno 29 gennaio 2018, in occasione della giornata della Memoria, che si celebra il 27 gennaio, presso l’Istituto Comprensivo Tito Lucrezio Caro – C.D. 85° Berligieri di Napoli, la redazione del “Caro Giornalino Online” ha partecipato ad un incontro con il giornalista esperto di Ebraismo Nico Pirozzi, ponendogli delle domande inerenti al suo lavoro e alla Shoah.

Erano presenti i docenti responsabili del progetto Settanni e Baldissara per la scuola secondaria, Calafato e Mastrobuono per la scuola primaria e il presidente del SeLF (Secondigliano Libro Festival), Salvatore Testa.

L’evento è iniziato con un discorso d’introduzione da parte di Francesco, uno dei giovani redattori, che ha presentato il lavoro che abbiamo svolto intervistando varie personalità negli anni precedenti: il sindaco de Magistris, il Cardinale Crescenzo Sepe, Paolo Siani, Primario di Pediatria al Santobono e fratello del giornalista Giancarlo Siani, Suzana Glavaš, giudaista e poetessa croata, Luca Saulino, Direttore del giornale Periferiamonews, Pasquale Scherillo, fratello della vittima innocente della camorra Dario Scherillo, Domenico Basile, discendente di Giambattista Basile, il rapper Pepp Oh e molti altri ancora.

È poi intervenuto Salvatore Testa, che ci ha parlato dell’Olocausto e del ruolo del nostro ospite, Nico Pirozzi, nell’ambito della comunità ebraica. Quest’ultimo, prima di sottoporsi alle nostre domande alle quali ha risposto con disponibilità ed estrema chiarezza,  ci ha ringraziati per l’invito e ci ha detto che desiderava conoscere da vicino la realtà della scuola di cui ha sentito parlare, non solo in occasione del premio Memoriae per il fumetto su Irena Sendler (ndr.), ma anche in altre occasioni. Ha detto testualmente:  “Diciamo che siete un’eccellenza nel campo dell’istruzione napoletana”. Poi, continuando il suo intervento ci ha spiegato che scrive per Il Mattino e altre importanti testate e si interessa della comunicazione presso la Casa Editrice “Centoautori”.

Per la sua attività di ricerca indaga sulla Shoah, in particolare su alcuni aspetti, tra i quali la ricostruzione del dato quantitativo delle vittime napoletane e italiane. Egli investiga, anche girando il mondo, non per risolvere crimini o omicidi, ma per ricostruire un capitolo importante della Storia.

Da bambino abitava a Padova vicino ad una ferrovia. Sua madre gli raccontava sempre che, sulle rotaie delle linee ferroviarie, venivano ritrovati molti bigliettini lanciati dai deportati stipati nei treni e diretti ai campi di sterminio. Essi speravano, così, di lasciare un messaggio alle proprie famiglie.

Pirozzi ci ha anche parlato del progetto Memoriae, di cui è l’ideatore e il collaboratore: il maggiore evento napoletano per le celebrazioni della Giornata della Memoria, nato allo scopo di tenere viva la della Shoah e il ricordo di tutte le sue vittime innocenti.

Nico Pirozzi ci ha raccontato anche delle esperienze vissute visitando alcuni campi di concentramento. Egli ci ha confessato che all’inizio l’impatto è stato molto forte ed intenso, ma ha provato anche tanta indignazione nel momento in cui ha visto dei ragazzi farsi foto accanto ad uno dei forni crematori. Ha, inoltre, espresso le sue opinioni su Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento, che è diventata senatrice a vita, e che noi abbiamo conosciuto attraverso alcuni racconti autobiografici.

La Segre racconta in un libro di Pirozzi il suo viaggio; è, infatti, la “voce narrante”, testimone di un episodio storico così grave e sconcertante.

Alla fine dell’incontro, si è anche parlato dell’inchiesta di Pirozzi che porterà al cambiamento del nome di Piazzale Tecchio a Napoli, stranamente ancora intitolata ad un gerarca fascista. Inoltre, i ragazzi hanno ricordato al giornalista che la nostra scuola ha ricevuto un premio da Memoriae per la realizzazione del fumetto sulla storia di  Irena Sendler, infermiera polacca che ha salvato 2500 bambini ebrei , la cui storia  ci è stata raccontata proprio nell’incontro con Suzana Glavaš; si è anche discusso del negazionismo e di come sia sbagliato distorcere la realtà storica.

In conclusione, riteniamo che quello con Nico Pirozzi sia stato un incontro molto interessante e particolare, che è servito a farci comprendere più a fondo la tragedia dell’Olocausto.

Eleonora Cardone

Anna Chiara Nullo

 

 

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